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	<title>Manuel &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>Manuel &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<item>
		<title>Minaurs: alla ricerca dei propri simili</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/minaurs-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2018 15:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi voglio sottoporre alla vostra attenzione un gioco indie che mi ha incuriosito parecchio dal trailer. Nonostante la difficoltà nel reperire informazioni sul gioco, ho trovato giusto portare alla vostra attenzione il prodotto di IIDA Interactive. Sto parlando di Minaurs. Gameplay Minaurs richiede l&#8217;utilizzo del mouse, la selezione dei livelli ci permette di scegliere il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi voglio sottoporre alla vostra attenzione un gioco indie che mi ha incuriosito parecchio dal trailer. Nonostante la difficoltà nel reperire informazioni sul gioco, ho trovato giusto portare alla vostra attenzione il prodotto di IIDA Interactive. Sto parlando di Minaurs.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Gameplay</h2>
<p style="text-align: justify;">Minaurs richiede l&#8217;utilizzo del mouse, la selezione dei livelli ci permette di scegliere il pianeta dove atterrare e dove quindi avventurarci nelle varie spedizioni in base al numero di abitanti salvati. Maggiore è il numero di Minaur salvati nelle spedizioni e maggiore sarà la possibilità di raggiungere nuovi pianeti. Selezionando una nuova spedizione <strong>avremo a disposizione tre informazioni</strong>:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Gravità</strong>: ci indica la profondità dei salti per cambiare piano, più è alto il numero, più danno subiremo cadendo;</li>
<li><strong>Profondità</strong>: rappresenta il numero di piani presenti nel livello, più si progredirà nel corso del gioco e più questo numero aumenterà;</li>
<li><strong>Idoneità</strong>: è espressa in percentuale e determina la velocità di rigenerazione dello scudo di resistenza. Questo tasso varia da pianeta a pianeta, più alto è questo valore e più sarà rapida la rigenerazione.</li>
</ul>

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<a href='https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs4.png'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="67" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs4-150x100.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Minaurs: alla ricerca dei propri simili" title="Minaurs: alla ricerca dei propri simili"></a>
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<a href='https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs5.png'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="67" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs5-150x100.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Minaurs: alla ricerca dei propri simili" title="Minaurs: alla ricerca dei propri simili"></a>

<p style="text-align: justify;">Abbiamo la possibilità di interagire con gli animali che incontreremo nel nostro cammino; ognuno di essi ha determinate caratteristiche che non dovremo sottovalutare perché potranno intralciare il nostro percorso o talvolta arrecarci danno o ancora essere sfruttati a nostro vantaggio. Inizialmente abbiamo a disposizione solamente il nostro Minaur, la sua camminata per noi è inarrestabile, andrà dritto sino a che non incontrerà un ostacolo, dove sarà costretto a invertire la sua marcia. la nostra principale manovra sarà quella di modellare i terreni in modo da creare il percorso più corretto per far sì che il nostro beniamino possa raggiungere le ricompense e salvare i suoi simili. Con l&#8217;avanzare del gioco potremo sbloccare delle abilità che renderanno più facile il nostro percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta scelta la spedizione ci troveremo davanti a un quadro reticolato, composto da diverse piccole zone che potremo modificare cliccando su una delle 4 pareti, questo ci aiuterà a indirizzare il nostro beniamino nella giusta direzione. Il nostro Minaur camminerà sempre in avanti e i suoi passi saranno influenzati dalle nostre scelte o da muri che gli faranno cambiare direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro obiettivo sarà quello di radunare nel corso del gioco, tutti i Minaur presenti nei vari pianeti e portare a termine tutte le conoscenze che il gioco stesso ci riserva. Per fare questo saremo costretti al classico &#8220;game farming&#8221; che ci porterà a ripetere i livelli più e più volte sino a che non abbiamo abbastanza materiali o in questo caso abbastanza Minaur liberati che ci permetteranno di andare sul pianeta successivo.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Legami con il passato</h2>
<p style="text-align: justify;">Non nego di aver sorriso notando una certa somiglianza con un gioco che ha segnato particolarmente la mia infanzia, con tutti quegli omini da salvare modificando il terreno o utilizzando le loro abilità in modo da aiutare i compagni ad arrivare a destinazione. Esatto, sto parlando proprio di Lemmings, un famosissimo gioco adatto a tutti e ormai diventato vintage.</p>
<p style="text-align: justify;">Le somiglianze tra Minaurs e Lemmings sono diverse, a partire dalla marcia inarrestabile dei personaggi, le abilità che possono aiutarci a risalire o a superare degli ostacoli e addirittura la visuale. Minaurs si differenzia giustamente con alcuni particolare, quali gli animali che interagiscono con noi, trappole che ci bloccano e la possibilità, come scritto sopra, di modificare il terreno cliccando su di esso, facendo comparire e scomparire muri o pavimenti. Il gioco, infine, si salva automaticamente dopo ogni livello e non dispone della modalità multiplayer.</p>

<a href='https://www.icrewplay.com/minaurs-recensione/minaurs8/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="67" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs8-150x100.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Minaurs: alla ricerca dei propri simili" title="Minaurs: alla ricerca dei propri simili"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/minaurs-recensione/minaurs7/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="67" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs7-150x100.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Minaurs: alla ricerca dei propri simili" title="Minaurs: alla ricerca dei propri simili"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/minaurs-recensione/minaurs6/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="67" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs6-150x100.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Minaurs: alla ricerca dei propri simili" title="Minaurs: alla ricerca dei propri simili"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/minaurs-recensione/minaurs10/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="67" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs10-150x100.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Minaurs: alla ricerca dei propri simili" title="Minaurs: alla ricerca dei propri simili"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/minaurs-recensione/minaurs11/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="67" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs11-150x100.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Minaurs: alla ricerca dei propri simili" title="Minaurs: alla ricerca dei propri simili"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/minaurs-recensione/minaurs9/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="67" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/minaurs9-150x100.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Minaurs: alla ricerca dei propri simili" title="Minaurs: alla ricerca dei propri simili"></a>

<h2>Comparto Grafico</h2>
<p style="text-align: justify;">La IIDA Interactive ha sicuramente cercato di catturare l&#8217;attenzione, non solo con le musiche e i suoni simili a campanelli per stimolare la nostra attenzione e provare a tenerci attivi nel gioco, ma ha abbinato a questo anche l&#8217;utilizzo di alcuni bagliori, luci a intermittenza non fastidiose che ricordano l&#8217;effetto della rugiada mattutina.</p>
<p style="text-align: justify;">Incentrato soprattutto negli scenari simil-amazzonici, potremo scoprire una grafica abbastanza basilare, stile fantasy che non ci porta a pensare che lo sviluppatore abbia <em>esagerato</em>, o che la abbiano sottovalutata, diciamo piuttosto che hanno utilizzato gli strumenti giusti se paragonati alla non troppa importanza del gioco stesso, una mossa che ho apprezzato e sicuramente uno dei punti di forza del titolo</p>
<h2 style="text-align: justify;">Musiche</h2>
<p style="text-align: justify;">Chiudendo gli occhi e senza quindi visualizzare il gioco, le musiche ci portano ad immaginare un ambiente fantastico, sembra di essere catapultati in una giungla, sembra quasi di immaginare una penombra, questo grazie a una melodia ripetitiva ma non stancante, piena di campanellini e flauti, stile che ricorda i classici nipponici, facendo del comparto musicale<br />
uno dei punti di forza del gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">(Alla stesura di questa recensione ha collaborato anche Jes)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rainbow Skies &#8211; La recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/rainbow-skies-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2018 19:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PlayStation Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 3]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Un mondo diviso in due da sempre, l&#8217;uno che guarda l&#8217;altro senza mai davvero incontrarsi, tranne che per un errore di valutazione…. Comincia l&#8217;avventura e ci ritroviamo su Arca, una città fluttuante nel cielo, nei panni di un giovane ragazzo, Damion (o liberamente nominabile dal giocatore). E&#8217; il giorno di un importante esame che, se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un mondo diviso in due da sempre, l&#8217;uno che guarda l&#8217;altro senza mai davvero incontrarsi, tranne che per un errore di valutazione….</p>
<p style="text-align: justify;">Comincia l&#8217;avventura e <strong>ci ritroviamo su Arca</strong>, una città fluttuante nel cielo, nei panni di un giovane ragazzo, <strong>Damion</strong> (o liberamente nominabile dal giocatore). E&#8217; il giorno di un importante esame che, se superato, lo farà diventare un domatore di mostri. Peccato che il ragazzo si risveglia coi postumi potenti di una sbornia della sera prima.</p>
<h2 style="text-align: justify;">La storia di un ragazzo che non sembra proprio avere le qualità dell&#8217;eroe</h2>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; così, dall&#8217;inizio, che si capisce la piega che prenderà la storia: <strong>Damion è un ragazzo scapestrato</strong> e senza speranze, senza responsabilità, con un&#8217;innata dote nell&#8217;arte del combattimento (Sarà vero? Chi lo sa!?). Il suo migliore amico Layne non sa più cosa fare con lui e lo zio pensa solo a come liberarsene. In poche parole, avremo a che fare con un personaggio sfrontato, arrogante, bullo, ignorante e per niente divertente. Ma sono proprio queste caratteristiche che creeranno delle situazioni alquanto particolari.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie ai dialoghi veniamo a conoscenza dell’esistenza di due &#8220;mondi&#8221;: <strong>Arca</strong>, lussureggiante, meccanica, automatizzata (un po’ come l’arca <strong>Elysium</strong> nell&#8217;omonimo film, o come Cocoon in Final Fantasy XIII); e <strong>Lunah</strong>, un mondo acerbo, selvaggio, ricco di problemi, abitato da gente losca e mostri spaventosi, dall&#8217;aria irrespirabile e dall&#8217;atmosfera opprimente. O sono solo le solite leggende create dagli anziani per spaventare i bambini?</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non divaghiamo e torniamo a Damion. Durante l&#8217;esame, per di più sotto l&#8217;attenta e tagliente supervisione del suo migliore amico Layne, deve affrontare mostri in cattività per dimostrare le proprie abilità come spadaccino, e questo <strong>servirà a noi per imparare i primi rudimenti del sistema di gioco</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Un J-Rpg con combattimento a turni che vi metterà seriamente alla prova. La strategia sarà fondamentale</h2>
<p style="text-align: justify;">Siamo davanti ad un <strong>J-Rpg con grafica isonometrica</strong>, combattimenti a turni, con spostamenti e posizionamenti su griglia (Stile FF Tactis e Disgaea, per citarne due tra i più conosciuti), elementare, abbastanza immediato da capire, lungo e alquanto complicato da padroneggiare nelle strategie, come i maggiori esponenti del genere.</p>
<p style="text-align: justify;">Graficamente è un prodotto &#8220;carino&#8221;, in stile cartoon, ma molto grezzo, di sicuro non al passo coi tempi e soprattutto con la piattaforma di punta di casa Sony, la PlayStation 4 (anche se il gioco sarà disponibile per PlayStation 3 e PlayStation Vita), che potrebbe far storcere il naso a chi magari ricerca un maggior dettaglio grafico e una migliore qualità nelle animazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sin dal primo scontro notiamo che ogni personaggio utilizzabile ha una diversa griglia di movimento, che con uno studio strategico approfondito sarà possibile far combaciare creando modelli unici e perfetti di combattimento. Mediamente il personaggio ha 2 azioni a turno, liberamente utilizzabili con spostamenti, attacchi, abilità. Con la levetta analogica o le frecce direzionali si muove il personaggio, col cerchio si apre il menù di combattimento e col quadrato si apre il menù abilità.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Struttura di gioco semplice, ma tanta, e dico tanta, strategia per uscirne vincitori.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Mai nessuno dei combattimenti da affrontare durante il gioco sarà davvero facile, perché anche i mostri hanno le loro peculiarità che li renderanno a volte prevedibili e semplici da sconfiggere, a volte ostici e complessi.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Con i tutorial veniamo passo passo introdotti a tutte le meccaniche di gioco</h2>
<p style="text-align: justify;">I combattimenti non sono le uniche &#8220;difficoltà&#8221; del gioco, perché il nostro scapestrato protagonista ha la tendenza a creare parecchi problemi. Per risolverli dovremo anche venire meno alle regole di Arca, come entrare nella sala macchine e di controllo, luogo in cui solo il capo manutentore ha il permesso di accedere.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; qui che finalmente affronteremo il primo <em>dungeon</em>, sempre sotto forma di tutorial per entrare in confidenza con i comandi e le dinamiche. Grazie al tutorial impareremo come si sviluppa un dungeon e come usare la mappa, liberamente accessibile premendo il tasto quadrato (capiremo che la mappa si completa man mano che andiamo avanti per i vari livelli). Continuando troveremo dei mostri visibili, messi apposta come per superare dei check-point del livello, e quasi sempre si tratterà di sfide un po&#8217; più impegnative rispetto ai normali scontri, che quasi sempre appariranno come imboscate. Sta sempre al giocatore la scelta, in ogni momento, se, come e quando affrontare sia gli uni che gli altri tipi di scontri.<br />
Alla fine del dungeon avremo l’incontro col primo boss del gioco e, una volta sconfitto, accadrà una cosa inaspettata: il mostro creerà una crepa sotto di sè, per la rabbia, e farà cadere i due eroi verso una fine certa.</p>
<h2>La storia cambia direzione: da un mondo all&#8217;altro</h2>
<p style="text-align: justify;">I programmatori burloni vogliono solo prenderci in giro e prepararci ad una nuova, irriverente avventura. Questa volta siamo <strong>nei panni di Ashly, su Lunah</strong>, una giovane apprendista maga addestrata dalla nonna, capo del villaggio di Isolapoli.<br />
La ragazza cerca di padroneggiare l&#8217;incantesimo che le permetterà di domare e controllare i mostri, ed è questo che state facendo proprio mentre gli altri due personaggi affrontano il boss finale. Ma ad un certo punto, quando state per scagliare l&#8217;ennesimo incantesimo, i due piombano dal cielo proprio nel momento esatto in cui la giovane ragazza combina guai lancerà l’incantesimo, costringendo i tre eroi ad essere per sempre legati tra di loro. Tutto molto divertente per noi e tragico tempo per i due ragazzi di Arca, costretti ad una convivenza forzata senza poter tornare a casa<br />
A questo punto è chiaro cosa dovrete fare: affrontare un&#8217;avventura rischiosa e pericolosa attraverso i dungeon, per arrivare a Radura del Sole dove un fantomatico uomo, in grado di sciogliere l&#8217;incantesimo, libererà i protagonisti da questo legame “maledetto”</p>
<h2 style="text-align: justify;">Usciamo dalla dinamica di questa intricata storia, che avrà sempre dei lati comici, scanzonati e irriverenti, per entrare nel vivo del gioco</h2>
<p style="text-align: justify;">Come detto prima, il gioco è semplice così come lo è la grafica, molto stile cartoon anche se grezza e non al passo coi tempi. I comandi sono semplici ma spesso, soprattutto nei combattimenti, noteremo dei <strong>feedback non sempre precisissimi</strong> tra la pressione dei tasti e la risposta su schermo ed <strong>errori sul reindirizzamento</strong> dei comandi di movimento. Potrà quindi capitare alcune volte di dover reimpostare la strategia di gioco per via di movimenti sulla griglia di combattimento non precisi rispetto alle intenzioni del giocatore.<br />
Il gioco, come anticipato prima, è un <strong>classico J-Rpg a visuale isometrica</strong>, ed i combattimenti a turni si sviluppano su griglia, come negli scacchi o come già visto per altri esponenti famosi del settore (FF tactis e Disgaea per citarne alcuni). Non sarà veloce l&#8217;evoluzione dei personaggi, visto che il gioco è pensato per durare a lungo, e sarà difficile sia guadagnare exp che le monete utili per comprare risorse, libri abilità, equipaggiamento e tanto altro, come curarsi e riposare negli hotel.</p>
<figure id="attachment_85860" aria-describedby="caption-attachment-85860" style="width: 696px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-85860 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/RainbowSkies_Final_03-1024x576.jpg" alt="Rainbow Skies" width="696" height="392" title="Rainbow Skies - La recensione"><figcaption id="caption-attachment-85860" class="wp-caption-text">Il combattimento su Rainbow Skies è a turni su griglia</figcaption></figure>
<h2>Un controllo totale su abilità, stats ed equipaggiamento</h2>
<p style="text-align: justify;">In ogni momento del gioco, <strong>col tasto triangolo si entra nel menù</strong>, facile ed intuitivo, diviso in “tag” o etichette, in cui potete controllare lo status dei personaggi, le loro abilità, l&#8217;equipaggiamento e lo stato d’avanzamento dell’avventura (che comprende main quests, sub quests, incarichi, collezioni oggetti, bestiario, e anche i tutorial, che possono essere richiamati in ogni momento del gioco in caso di bisogno). Questo rende chiaro fin da subito che le cose da fare sono davvero molte.</p>

<a href='https://www.icrewplay.com/rainbow-skies-la-recensione/rainbowskies_final_07/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/RainbowSkies_Final_07-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Rainbow Skies" title="Rainbow Skies - La recensione"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/rainbow-skies-la-recensione/rainbowskies_final_33/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/RainbowSkies_Final_33-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Rainbow Skies" title="Rainbow Skies - La recensione"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/rainbow-skies-la-recensione/rainbowskies_final_29/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/RainbowSkies_Final_29-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Rainbow Skies" title="Rainbow Skies - La recensione"></a>
<a href='https://www.icrewplay.com/rainbow-skies-la-recensione/rainbowskies_final_17/'><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="100" height="100" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/RainbowSkies_Final_17-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Rainbow Skies" title="Rainbow Skies - La recensione"></a>

<p style="text-align: justify;">Passando all<strong>’etichetta “upgrade”</strong>, noterete che ci sono statistiche che possono essere migliorate con l’utilizzo di speciali pietre abilità, di colore blu, rosso e arancione, ognuna delle quali gestisce un ramo specifico dei parametri dei personaggi. Queste pietre vengono “droppate” quasi sempre come premio per la vittoria in un combattimento. Le più comuni sono le <strong>pietre blu</strong>, mentre le altre verranno rilasciate da particolari mostri in determinate aree di gioco. Questo dà al giocatore piena libertà di potenziare il personaggio, che riceverà un upgrade aggiuntivo oltre a quello ottenuto con il progredire del livello.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’equipaggiamento può essere potenziato dal fabbro</strong>, il quale può applicare potenziamenti in termini di statistiche migliorate o abilità uniche, grazie ad oggetti particolari che raccoglierete scofiggendo mostri e boss. Ogni arma e armatura ha un numero limitato di “slot” a cui applicare oggetti. Il tutto avviene senza spesa di denaro, e questi upgrade daranno all&#8217;arma/armatura un valore aggiuntivo nel momento in cui vorrete venderla. Ci sono degli oggetti rari, poi, che daranno all&#8217;arma un grado maggiore (da +1 ad almeno +5, che è quanto vi basta per sbloccare un trofeo, ma di questo parleremo più avanti).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La sezione attrezzatura</strong> permette al giocatore di gestire in libertà l&#8217;equipaggiamento dei personaggi, selezionabili tramite la pressione di L2 o R2, e vi fornirà anche utili informazioni sul &#8220;feeling&#8221; di ogni personaggio ed equipaggiamento verso determinati mostri, in termini di danno, alterazioni status ecc.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella sezione oggetti</strong> avete la visuale di tutti gli oggetti a vostra disposizione, divisi per categorie, ognuna delle quali presenta degli “slot” limitati in base al tipo di oggetto stesso. Questi slot potranno essere aumentati tramite l&#8217;acquisto o il drop di mostri, grazie alle sacche che aumenteranno la capienza della specifica sezione di un&#8217;unità per volta.</p>
<p style="text-align: justify;">Con le <strong>etichette “abilità” e “squadra”</strong> potrete controllare le specifiche abilità del personaggio, alcune delle quali si sbloccheranno aumentando di livello (più vengono utilizzate, più crescono di livello); altre invece si apprendono comprando dal mercante apposito i <b>libri abilità</b>. Potete studiare una serie di tattiche di utilizzo, dato che ognuna di esse avrà la sua specifica area d’azione, con tutte le dovute peculiarità. Nella sezione squadra potete in qualunque momento organizzare il roster di eroi e l’ordine di azione da usare in battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, passando per la sezione libro, potete tenere sotto controllo la progressione di gioco e le varie missioni che sbloccherete nel corso dell’avventura. Potete controllare la “destinazione” nella mappa con la pressione del tasto quadrato, oltre che naturalmente la progressione della vostra raccolta di informazioni relative a tutti gli oggetti raccolti, il bestiario e i tutorial.</p>
<h2>Più difficile di quanto pensaste? Rendiamolo ancora più difficile</h2>
<p style="text-align: justify;">Menzione importante è la possibilità di poter, in qualunque momento,  aumentare o diminuire il grado di difficoltà del gioco. È sufficiente andare da un tutore, disponibile in quasi tutte le aree abitate nella mappa. Se si parte con un grado di difficoltà 1, ad esempio, imparerete che ci vogliono dieci sfide impegnative per poter tornare dal tutore e chiedere di passare al grado di difficoltà successivo. Questo naturalmente renderà i combattimenti un po’ più impegnativi, ma avrete maggiori ricompense a fine scontro come soldi, oggetti e quant’altro.<br />
L’altra peculiarità legata al grado di difficoltà è data dal fatto che aumentando la difficoltà potrete accedere a nuove missioni esclusive e nuove aree di gioco, pensate appositamente per mettervi alla prova e regalarvi esclusive e rare ricompense.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutto ciò non mancheranno sfide, minigiochi e tornei in qualità di domatori di mostri. In poche parole, se il titolo saprà prendervi, vi regalerà ore e ore di sano divertimento in compagnia di un roster di personaggi unici, ben caratterizzati, a volte divertenti, a volte estremamente ridicoli. Alle volte il tutto può far ridere, altre di ha la sensazione che tutto sia ridicolizzato in modo estremo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciononostante, tutto ciò saprà farsi spazio dentro la storia, rendendo meno noiosa la trama, di per sé abbastanza lineare e con pochi colpi di scena.<br />
Ma si sa, questo genere ha quasi sempre una trama molto lineare, che può sembrare banale o poco articolata, ma dà il tempo ai personaggi di essere vissuti, capiti, apprezzati. È il giocatore stesso che fa la storia del gioco.</p>
<h2>L’angolo dei trofei</h2>
<p>Il gioco viene confezionato con ben 43 trofei, che possono essere sbloccati con relativa facilità, ma con tanto impegno e cura di tutti i particolari relativi alle meccaniche gioco.<br />
Alcuni trofei si sbloccano semplicemente progredendo nella storia, completando una certa percentuale del “libro”, completando la storia principale, progredendo nelle sub quests.<br />
Altri trofei metteranno alla prova la vostra astuzia e abilità di strateghi nella gestione ottimale delle battaglie, con status, abilità e bonus/malus inflitti.<br />
Altri terranno conto del tempo dedicato al gioco, ai soldi spesi, all’upgrade dell’equipaggiamento, ai minigiochi, sfide e quant’altro.</p>
<p>In poche parole, se volete portare a termine, con la T maiuscola, il gioco, dovrete starci dietro almeno per 200 ore. Per fortuna la varietà di attività presenti è in grado di tenere incollati allo schermo gli appassionati del genere per molto più tempo, facendo sudare il platino ma con grande soddisfazione.</p>
<p style="text-align: right;">Si ringrazia per la collaborazione <strong>Francesco N</strong>.</p>
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		<title>The Lost Child: il paranormale arriva in Giappone</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-lost-child-il-paranormale-arriva-in-giappone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 07:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[The Lost Child è il nuovo titolo del director Sawaki Takesayu, che ci porta alla scoperta di misteri paranormali ambientati nel Giappone moderno Un gioco che si meritava più riconoscimenti nella passata generazione era El Shaddai: Ascension of the Melatron, un gioco di azione con un stile artistico unico nel quale si aveva modo di vivere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>The Lost Child è il nuovo titolo del director Sawaki Takesayu, che ci porta alla scoperta di misteri paranormali ambientati nel Giappone moderno</h2>
<p>Un gioco che si meritava più riconoscimenti nella passata generazione era <strong>El Shaddai: Ascension of the Melatron</strong>, un gioco di azione con un stile artistico unico nel quale si aveva modo di vivere una guerra tra angeli e demoni per salvare l&#8217;umanità. Proprio a questo titolo, e non solo, si ispira l&#8217;ultima fatica del director <strong>Sawaki Takesayu</strong>, <strong>The Lost Child. </strong></p>
<p>Le ambientazioni con angeli e demoni faranno ritorno in questo titolo, ambientando però il tutto nel <strong>Giappone moderno</strong> e cambiando il genere dall&#8217;action ad un <strong>dungeon crawler in prima persona. </strong></p>
<h3>Una misteriosa ed intrigante avventura paranormale</h3>
<p>The Lost Child inizia lanciandoci nel bel mezzo di un intrigante mistero. Ambientato nel mezzo di una lotta tra <strong>angeli e demoni, dove scopriamo di essere &#8220;l&#8217;Eletto di Dio&#8221; con lo scopo di salvare l&#8217;umanità.</strong> La trama non è particolarmente complessa, ma nemmeno banale. Il titolo sviluppa la storia in una forma molto simile alle <strong>visual novel</strong>, ma aggiunge anche elementi <strong>JRPG </strong>e dei<strong> Dungeons Crawler</strong> che portano una boccata di aria fresca alle meccaniche di gioco. In quanto alla lingua, è bene specificare da subito che la versione è solo inglese. Questo potrebbe diventare un problema per chi ha difficoltà a comprenderlo, poiché una buona parte del gioco è costituita da dialoghi.</p>
<p>Il nostro protagonista è <strong>Hayato Ibuki</strong>, un giornalista specializzato nell&#8217;occulto e nel paranormale, intento a scrivere per la rivista <strong>LOST</strong>. La trama ha inizio con Hayato intento ad investigare su una serie di suicidi misteriosi in una delle tante stazioni della metro di Tokyo, in cui un numero allarmante di persone si gettano tra i binari al passaggio del treno. <strong>Una serie di suicidi</strong> <strong>senza spiegazione.</strong></p>
<p>Ci ritroviamo dunque con Hayato ad indagare su questo mistero e su alcune voci che dichiarano di aver visto una donna vestita di porpora presente in tutte le serie di suicidi avvenuti fino ad ora. Tuttavia, il giornalista investigatore è quasi vittima di un altro &#8220;suicidio&#8221; quando viene spinto da una strana presenza, riuscendo a salvarsi grazie all&#8217;intervento di una strana donna, che gli fa dono di una valigia prima di sparire. Il titolo ruota attorno all&#8217;uso proprio di questa valigia che è l&#8217;<strong>arma in grado di catturare demoni ed entità astrali per combattere contro i nemici.</strong></p>
<p><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/06/5_SK.png"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-84098 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/06/5_SK-1024x576.png" alt="The Lost Child: il paranormale arriva in Giappone" width="696" height="392" title="The Lost Child: il paranormale arriva in Giappone"></a>Durante le prime fasi, The Lost Child propone un mistero intrigante ed interessante. Tuttavia, il ritmo di sviluppo e le curve di trama finiscono per diventare troppo prevedibili rendendo il tutto meno attraente con l&#8217;avanzare del gioco. Questo è sicuramente un problema se si tiene conto che parliamo comunque di una visual novel, in cui la trama la fa da padrona.</p>
<h3>Le meccaniche giocabili di The Lost Child risultano limitate</h3>
<p>Come detto poco più sopra, The Lost Child mischia meccaniche JRPG e Dungeon Crawlers ad una visual novel, e tutto ciò comporta un paesaggio piatto sullo sfondo con personaggi che compaiono di fronte a noi in prima persona. L&#8217;avanzamento del titolo avverrà per la maggior parte delle volte attraverso le conversazioni, in cui qualche volta ci troveremo a prendere una decisione. Se siete fan del genere, amerete sicuramente il livello visivo ed il design dei personaggi ben curati (eccetto per qualche personaggio femminile <strong>eccessivamente sessualizzato</strong>).</p>
<p>L&#8217;unico problema che mi è particolarmente pesato durante il gioco è che Hayato è un <strong>personaggio muto</strong>, non si avranno molte opzioni per il dialogo, lasciandoci spesso solo spettatori. Il personaggio principale risulta, il più delle volte, senza carisma e personalità, creando così un senso di distanza tra giocatore ed alter ego.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-82443 aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/06/the-lost-child-4.jpg" alt="the lost child" width="299" height="168" title="The Lost Child: il paranormale arriva in Giappone"></p>
<p>Facilmente possiamo notare che The Lost Child contiene similitudini molto marcate con altri franchise, prendendo spunto da essi. Per esempio, la saga <strong>Persona</strong> è ambientata anch&#8217;essa in un mistero paranormale nel Giappone moderno, con battaglie a turno all&#8217;interno di sotterranei, e proprio queste somiglianze possono essere un peso. Quando entreremo all&#8217;interno dei dungeons la prospettiva si trasforma in una serie di labirinti tridimensionali con la tipica struttura dei Dungeons Crawler in prima persona, in cui avanzeremo di un passo alla volta ed il combattimento avverrà in modo casuale. Oltre alla mancanza di un&#8217;esplorazione, i labirinti non conteranno molte attività da fare, se non quella di catturare più entità possibili, cosa che vedremo più avanti.</p>
<p>D&#8217;altro canto, i combattimeti sono i classici a turno, nulla che non abbiamo già visto e nulla che ci può sorpendere. Hayato sarà accompagnato da <strong>un&#8217;arma chiamata</strong> <strong>Gaunger, </strong>che potrà essere equipaggiata con diverse munizioni per usare l&#8217;elemento più conveniente a seconda del nemico. Questo fornirà un vantaggio tattico utile a chiudere la battaglia il prima possibile. Ma il Gaunger è anche un&#8217;arma di cattura. Infatti, durante gli scontri con le entità ancestrali, avremo modo di catturarle in stile Pokémon. Hayato, durante i combattimenti, non sarà solo, ma avrà al suo fianco la fidata <strong>Lua, un angelo con abilità magiche, ed un gruppo di creature catturate in precedenza. </strong></p>
<p><a href="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/06/1_SK.png"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-84094 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/06/1_SK-1024x576.png" alt="The Lost CHild" width="696" height="392" title="The Lost Child: il paranormale arriva in Giappone"></a></p>
<p>Se non vi piace questo sistema di cattura alla Pokémon, temo che non ci sia nulla che possa interessarvi a livello giocabile. Le statistiche delle creature aumenteranno automaticamente, in maniera sbilanciata, alla fine di ogni combattimento, come nella maggior parte dei JRPG.</p>
<h2>Pregi e difetti di un gioco che poteva essere molto di più</h2>
<p>In conclusione, <em>The Lost Child</em> è un JRPG con una proposta molto classica e prevedibile che diventa divertente se si ha il piacere di godere di una storia misteriosa ben strutturata. Il sistema di combattimento è piuttosto semplice, e consiste nel catturare le oltre 100 diverse entità. E&#8217; necessario tenere conto, però, che l&#8217;esplorazione in questi titoli è importate e qui manca totalmente, eccetto per scovare le entità da catturare.</p>
<p>A livello visivo il lavoro sui personaggi, siano essi umani, demoni o angeli, è fatto molto bene. Si nota l&#8217;esagerazione nel disegno di alcune parti femminili, fatta sicuramente per attrarre un pubblico maschile.</p>
<p>La colonna sonora, sebbene sia quasi inesistente, si adattata alle diverse situazioni ed il doppiaggio in inglese e giapponese sono eccezionali.</p>
<p>The Lost Child rimane un buon gioco per chi è amante del genere, nonostante i suoi difetti. Il titolo ha una durata complessiva di 25 ore.</p>
<p>&nbsp;</p>
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