Sul Blog ufficiale di PlayStation è stata pubblicata Una bellissima – e toccante – e-mail.

La riportiamo perché secondo noi vale la pena leggerla, anche per capire come  riescono a vederci i giapponesi.

Non è un mistero che Persona 5 classico e forte RPG sia stato apprezzato anche qui da noi, e mentre si festeggia da poco per aver raggiunto i 1.5 Milioni di vendite, KATSURA HASHINO, scrive:

Come sviluppatore, sono stato lieto di apprendere che Persona 5 viene giocato da un gran numero di persone oltreoceano.

Ad essere onesti, è estremamente difficile ottenere popolarità in Occidente per uno studio giapponese. In primo luogo, perché non siamo in grado di ascoltare i commenti e le opinioni di tutti. Sarebbe fantastico poter interagire con i nostri fan all’estero, ma purtroppo sono bloccato qui in sala sviluppo a ingozzarmi di ramen istantaneo (ride).

Persona 5 è una storia marcatamente “giapponese”, per quanto riguarda i suoi aspetti “politici”, quindi non riesco a immaginare come i giocatori occidentali abbiano reagito al gioco. Tuttavia, mi è stato riferito che questo episodio era molto atteso dagli appassionati d’oltreoceano, già durante la fase di sviluppo, quindi ero curioso di capire come sarebbe stata accolta la storia.

Ora, non vorrei partire per la tangente, ma ritengo che le classiche storie di supereroi giapponesi siano basate su un archetipo: la battaglia contro invasori esterni alla nostra società. Le storie occidentali, al contrario, raccontano della battaglia contro nemici appartenenti alla società di riferimento. Esiste, in quel caso, la percezione che la società stessa sia responsabile per aver generato quella malvagità. Da questo elemento deriva l’immedesimazione del pubblico, che si chiede: “Potrei essere io quel criminale?”. Per esempio, non è vero che il Joker, l’antagonista di Batman, esprime opinioni che, in qualche modo, a volte trovate condivisibili?

Persona 5, da parte sua, è una storia in cui si è chiamati a combattere nemici nati all’interno di quella società. Per questo, ho pensato che il gioco potesse essere accolto diversamente rispetto ai precedenti capitoli. Certo, la mia prospettiva potrebbe essere completamente sbagliata, quindi le mie aspettative saranno tradite, ma nulla è detto.

Il gioco è appena stato pubblicato in Occidente, quindi vorrei rimandare questa analisi a quando avrò ricevuto un feedback dal pubblico occidentale: qual è stata la loro esperienza con il gioco, quali sensazioni hanno provato e via discorrendo. Ovviamente, spero che la storia di Persona 5 possa rimanere impressa in chiunque s’immerga nel suo mondo.

In generale, io amo creare GdR che suscitino emozioni e nei quali sia possibile immedesimarsi, a prescindere dalle differenze culturali. La mia priorità, attualmente, è proprio consolidare questi aspetti. Lo scorso anno, in occasione del ventesimo anniversario di Persona, ho ceduto il testimone della serie ai miei successori, annunciando l’inizio dei lavori su un mio GdR basato su un mondo di fantasia.

Non importa, tuttavia, che si tratti di un gioco ambientato nel mondo moderno, come le serie di Persona e Shin Megami Tensei, o in uno di fantasia: il mio obiettivo è sempre quello di creare esperienze significative, che richiedano di riflettere su sé stessi durante un viaggio, controllando personaggi nei quali sia possibile immedesimarsi.

Posso permettermi di ambire a questi risultati solo grazie all’accoglienza positiva che i nostri fan – non solo in Giappone, ma in tutto il mondo – riservano alla serie di Persona e ai GdR Atlus in generale. Ho veramente apprezzato il sostegno che gli ultimi episodi di Persona hanno ricevuto da tutti voi, e spero che anche i prossimi GdR di Atlus saranno di vostro gradimento.

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