Tredici Paesi membri, fra cui l’Italia, mirano alla costruzione di un’infrastruttura comunitaria che sviluppi macchine ad alto livello di calcolo. Una mossa che potrebbe affrancare stati e aziende dal dover utilizzare strumenti esteri

Una mossa che la Commissione europea definisce “cruciale per la competitività dell’Ue e per la sua indipendenza nell’economia dei dati”. L’Unione europea investirà, congiuntamente a 13 stati membri, un miliardo di euro per lo sviluppo di un’infrastruttura di “supercomputer europei”. La cifra, riferita a un arco temporale che arriva fino al 2020, sarà corrisposta per circa la metà dal budget comunitario, con 486 milioni provenienti dal Multiannual Financial Framework. I 13 Paesi membri (fra cui l’Italia) investiranno la quota restante.

La sfida

“I supercomputer sono il motore per alimentare l’economia digitale. È una gara difficile e oggi l’Ue è in ritardo: non abbiamo supercomputer tra i primi dieci al mondo”, ha spiegato il vicepresidente della Commissione Ue per il mercato digitale Andrus Ansip. “Con l’iniziativa EuroHPC, questo il suo nome, vogliamo dare ai ricercatori e alle società europee potenzialità in termini di supercomputer ai massimi livelli”. La sfida non è solo quella di elaborare quantità sempre maggiori di dati, ma soprattutto di farlo con macchine sviluppate in Europa. Rivolgersi all’estero, come oggi spesso avviene da parte di aziende insoddisfatte dalle alternative disponibili, è una mancanza di indipendenza che minaccia la privacy, la protezione dei dati, i segreti commerciali e la proprietà dei dati. L’utilizzo dei supercomputer favorisce lo sviluppo delle aziende, ma anche la sicurezza informatica dei Paesi, che si avvalgono di questo tipo di macchine per rispondere e tracciare i cyber attacchi.

Il commento

“I supercomputer sono già al centro di importanti progressi e innovazioni in molte aree che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini europei e possono aiutarci a sviluppare medicine personalizzate, risparmiare energia e combattere i cambiamenti climatici in modo più efficiente”, ha affermato la commissaria Ue al digitale, Mariya Gabriel. “Una migliore infrastruttura europea di supercalcolo, ha concluso, offre un grande potenziale per la creazione di posti di lavoro ed è un fattore chiave per la digitalizzazione dell’industria e per aumentare la competitività dell’economia europea”.