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Il poeta ama giocare con l’invisibile: 

prende l’aria intorno a una farfalla

e costruisce il sorriso di un bambino.

Fabrizio Caramagna

 

 

Stefano Labbia Poeta, Regista, Scrittore, Musicista…
e molto altro ancora!

Buongiorno cari iCrewers. Oggi, per la rubrica Sogni di Carta, abbiamo come ospite Stefano Labbia: poeta, produttore di serie televisive italiane e straniere e conduttore di un programma radiofonico. Ci parlerà un po’ di sé e delle sue interessanti esperienze lavorative.

Tenetevi forte, perché Stefano Labbia ha molte cose
interessanti da raccontarci!!

Stefano Labbia vuoi dirci in poche righe chi sei?

Buon giorno a tutti, mi presento. Mi chiamo Stefano Labbia, sono della classe 1984.

Sono un autore italiano di origine brasiliana, nato a Roma.

Ho pubblicato la mia prima raccolta di poesie, dal titolo Gli Orari del cuore, nel 2016 con la casa editrice Leonida. Nel 2017 ho pubblicato la mia seconda silloge poetica dal titolo I Giardini Incantati, con la Talos Edizioni. Dal 2017 scrivo per il free press magazine Il Nostro. 

Come dicevamo, hai svariati interessi! Vogliamo partire dalle tue esperienze nel mondo televisivo italiano e straniero?

Ho collaborato alla stesura e all’ideazione di Rivka una serie italiana del 2016. Come ideazione regia, sceneggiatura di Boh una Sitcom distribuita da Extra TV. Come ideazione, soggetto e sceneggiatura di Butterfly Lies a cavallo del 2015/2016 distribuita in UK. Ideazione, soggetto e sceneggiatura di Safe, un TV Show trasmesso in USA nel 2015. Come ideazione, soggetto e sceneggiatura di Life Goes On, un Film del 2015; come ideazione, soggetto e sceneggiatura di American Inn una Sitcom trasmessa in Usa 2015. Ideazione, soggetto e sceneggiatura di (R)Evolution nel 2015; ideazione, soggetto e sceneggiatura di Police Assault un Tv Show trasmesso in USA 201. Come ideazione, soggetto e sceneggiatura di What Men Wants un Dramedy trasmesso in UK nel 2015/2016 e sono stato co-autore con Agnese Pagliarani di una Sitcom del 2016 Strings. 

Attualmente sono al lavoro su una serie televisiva originale inglese di stampo teen drama, dal titolo Fear, di cui sono unico ideatore e sceneggiatore e vivo attualmente a Londra.

Direi che le esperienze di Stefano Labbia sono realmente affascinanti. Ma non finiscono qui…

Dal 2016 collaboro con i portali 2duerighe.com per la sezione spettacolo, cinema e teatro; MyReviews.it  nella sezione cinema e libri e The Freak in qualità di autore.

Sappiamo che hai anche delle esperienze nel mondo della radio. Vuoi raccontarci qualcosa?

Ho condotto e curato un programma radio dedicato a cultura, poesia, teatro e musica sulla radio indipendente Deliradio.it.

Ma visto che tutte queste tue polivalenti esperienze lavorative sembrano avere come filo conduttore la scrittura, ci racconti come è nato questo tuo interesse?

La passione per la scrittura è nata assieme a me. Credo di aver sempre scritto e soprattutto letto. Amo la scrittura e la lettura in egual modo. Appaga i miei sogni, le mie speranze e da sfogo alle mie paure.

Perché hai un interesse così grande verso la poesia?

La poesia è per me, quello che per Jules Renard era la scrittura: un modo di parlare senza essere interrotti.

Scrivo di getto, di pancia, senza correzioni. Senza imposizioni. Senza “mettermi a tavolino”. C’è chi lo fa. Non giudico. Ma la metà di quei racconti, di quelle storie… sono false. Costruite. Ed i lettori, gli spettatori… ne soffrono. Lo sanno. E non lo accettano – almeno non tutti.

Io metto verità, realtà. Emozioni. Almeno… provo a farlo. La poesia ha inoltre un grande pregio: l’essenzialità.

Mi è stato detto che uso molti aggettivi, molti avverbi… Sono, per me, necessari. Descrivere con essi situazioni, emozioni, realtà è l’unico modo, l’unica via per arrivare al climax. Con trenta versi al massimo. La sintesi è il dono più grande della poesia.

C’è qualche scrittore a cui aspiri?

Moltissimi sono gli scrittori che hanno segnato la mia esistenza. Penso a Satre, Dostoevsky, Koestler, Lewis, Dickens, Paasilinna, Baurn, Flaiano, Dumas, Harris, King, Doyle, Christie, Nicholas, Mann, Shakespeare…

Hai dei sogni per il futuro?

Vorrei vedere realizzato il mio primo lungometraggio, Life Goes On – La vita va avanti. Una storia vera. Sentita. Che nessuno ha il coraggio di narrare perché del quotidiano.

Non posso fare altro che augurartelo!!

Per una serata di lettura delle tue poesie che accompagnamento musicale sceglieresti?

Sceglierei dei pezzi “lievi” solo strumentali. Penso ovviamente non ad arco e violini, ma a qualcosa di moderno e classico al contempo. Forse del Jazz.

Hai un genere musicale preferito?

Sono onnivoro, così come nelle letture.

Nei ringraziamenti del mio prossimo libro, il mio primo romanzo, elenco alcuni di loro che sono Red Hot Chili Peppers, Sick 4 Milk, Kooks, The Doors, Lou Reed, David Bowie, Queen, Mike Skinner, Steppenwolf, Stevie Wonder, Talking Heads, The Byrds, i Clash e Joe, Tom Petty, l’Orchestra dei Giovani Jazzisti Italiani e Sarah Jane Ceccarelli, Trey Lockerbie, Larssen. Ma ce ne sono moltissimi altri…

E quindi abbiamo un romanzo nel cassetto!! Complimenti.

E infine concludiamo con: hai mai partecipato a qualche concerto?

Ho l’orecchio assoluto e da adolescente ero piuttosto bravo al pianoforte. Poi ho concentrato tutta la mia attenzione ed il mio tempo libero nella scrittura… Adesso ho rispolverato la mia vecchia chitarra acustica e sto buttando giù qualcosa… Anche se dire che suono uno strumento forse è improprio!

Da spettatore ho assistito a numerosi concerti invece… Ricordo ancora il primo: ero adolescente e vidi a Roma Max Pezzali ed i suoi 883! Poi Bryan Adams, Sick 4 Milk, Sara Jane Ceccarelli, Renato Zero e moltissimi altri. Amo la musica. Senza, assieme a scrittura / lettura e al cinema, sarei spacciato!

Ringrazio Stefano Labbia per questa intervista.

E’ stato un piacere e un onore per me aver conosciuto un artista come te.

Ti auguro di realizzare tutti i tuoi Sogni di Carta e non.

Vi saluto cari Icrews e come dico sempre:

in alto i nostri cuori.