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Il professor Johnston diceva spesso

che se non sapevi la Storia,

non sapevi nulla.

Eri una foglia che non sapeva

di essere parte di un albero.

Michael Crichton

 

Emanuele Rizzardi, la sua passione per la Storia e il suo L’Ultimo Paleologo

Cari Icrews sono felice di presentarvi il primo ospite della rubrica Sogni di Carta.
E’ con noi Emanuele Rizzardi. Ci parlerà un po’ di sé, dei suoi sogni, del suo romanzo d’esordio e della musica che tanto l’ha ispirato.

Ma lascerei subito a lui la parola.

Vuoi svelarci il titolo del tuo romanzo d’esordio?

L’Ultimo Paleologo è il mio romanzo d’esordio è stato pubblicato con Cavinato Editore il 3 Aprile 2017.

Ti andrebbe di raccontarci chi sei?

Mi sembra che tu sia giovanissimo!

Sono nato a Legnano, e sono del 1990. Mi sono laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e lavoro come professionista del marketing nel settore Informatico.

Sono appassionato di Storia fin da bambino, in particolare per la Storia Romana e la Storia Bizantina. Coltivo un interesse autodidatta particolare per il Medioevo Bizantino e per il Caucaso. Mi sono formato sui saggi dei più noti storici contemporanei e non.

Hai qualche Interesse da raccontarci?

Ritengo che le arti marziali siano molto affascinanti e mi interesso al giornalismo.

Come è nata la passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura nasce durante l’adolescenza e va di pari passo con la mia passione per la Storia anche se è rimasta fino ad ora più che altro una semplice fantasia. Vuoi perché ho dato priorità a questioni maggiormente “importanti”, vuoi perché alla fine per me si trattava solamente di un gioco, di un modo come un altro di fantasticare su qualcosa.

Infatti, salvo l’Ultimo Paleologo, ho scritto solamente racconti brevi che però non ho mai giudicato sufficientemente interessanti o abbastanza curati da pensare a una pubblicazione.

Avevo iniziato a scrivere la bozza de l’Ultimo Paleologo già diversi anni fa, ma anche questa volta non ero stato soddisfatto e ho lasciato tutto quanto nel cassetto per molto tempo. Nell’ultimo anno mi è venuta l’ispirazione di riprendere quel vecchio progetto e, dopo un accurato lavoro di revisione e rimaneggiamento, ho trovato il coraggio di mandarlo alle case editrici e finalmente ne ho trovata una che ha deciso di puntare su di me.

Quale periodo storico affronti nel L’Ultimo Paleologo?

Quando mi è venuta in mente l’idea de l’Ultimo Paleologo volevo creare un’opera interamente incentrata sull’assedio di Costantinopoli del 1453. Al tempo lo trovai un momento storico interessantissimo e non era ancora stato trattato in maniera vasta da molti autori. Tuttavia, mano a mano che le pagine prendevano forma mi ritrovai a voler inserire un pezzo ambientato nel Caucaso per dare una sorta di continuità alla storia, tragica e gloriosa, del 1453.

Scrivendo però mi sono accorto che anche la parte caucasica meritava di essere approfondita e una volta creati i personaggi e il loro mondo non me la sono sentita di liquidarli senza prima approfondirli lungamente.

Così la parte caucasica alla fine è diventata quella portante e principale di tutta l’Opera. Con questa scelta spero di poter trasportare il lettore in un’area semisconosciuta, ma piena di fascino e momenti di grande interesse.

C’è qualche scrittore a cui aspiri?

Come lettore divoro praticamente di tutto: narrativa storica, saggi, sci-fi, classici ecc. Non saprei dire chi mi abbia ispirato nella scrittura, ma se devo scegliere i miei scrittori preferiti la mia scelta va senza dubbio su: Tolkien, Gore Vidal, Lovecraft, Nicholas Guild e l’italiano Marco Salvador.

Hai un libro da consigliare ai nostri lettori?

Il mio libro storico preferito e che consiglio vivamente a tutti è Giuliano di Gore Vidal. Consiglio anche la trilogia del Longobardo di Salvador e l’Assiro di Guild. Fuori dal contesto storico, Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit di Tolkien, oppure i racconti di Lovecraft.

Se un regista ti proponesse di fare un film tratto dal tuo libro quale sarebbe la colonna sonora del film?

Senza dubbio chiederei l’aiuto dei maestri Hans Zimmer e Howard Stone. Una colonna sonora in stile la trilogia de Il Signore degli Anelli è quanto di massimo potrei volere.

Hai un genere musicale preferito?

Spazio molto dall’heavy metal al rock in generale, i miei gruppi preferiti sono i Poets of The Fall, Manowar, AC/DC e Sabaton.

Hai mai partecipato a qualche concerto?

Ho partecipato a molti concerti. Così a memoria ricordo quelli di: Gods of Metal, Ac/Dc, Diumvana, Rhapsody e diversi concerti minori.

Cosa ti piace o non ti piace dei concerti?

I concerti in sé mi piacciono e sono un’ottima occasione per vedere una band dal vivo, sentirla suonare e capire come si rapporta con i fan. La cosa peggiore (a parte i prezzi) è l’estenuante fatica per trovare i posti in prima linea, muovendosi con ben più di qualche ora di anticipo. Purtroppo sono un perfezionista e se non posso godere della vista migliore mi rimane un po’ di amaro in bocca.

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