Ascolta il programma di approfondimento di iCrewPlay

Prologo

In questa recensione ci accingiamo ad esaminare in dettaglio il gioco Planetbase, prodotto da Madruga Works. La versione che abbiamo testato è su Xbox One, in uscita il 3 maggio. Questo titolo è la trasposizione di quello uscito lo scorso 15 ottobre su PC. L’obiettivo del gioco è molto semplice: colonizzare un pianeta e popolarlo, ricreando una nuova Terra. Come prima cosa infatti atterreremo su uno dei pianeti scelti con una piccola navetta spaziale, dove un numero limitato di unità inizierà a mettere le prime mattonelle per costruire una civiltà.

Piccolo passo per l’uomo, grande passo per l’umanità

La modalità di gioco è una sola, quindi sopravvivere in ambienti ostili e creare una società funzionale sarò il nostro unico scopo. Il titolo però, oltre alla semplice partita in cui sceglieremo uno dei quattro pianeti disponibili, ha nel menù una sezione chiamata Challenge. In questa modalità dovremo soddisfare delle condizioni per vincere le sfida. Ci sono quattro diverse sfide, una per ogni pianeta con difficoltà crescente, sia per le condizioni di base sia per quanto richiesto.

Prima di iniziare il gioco stesso, consigliamo di svolgere il tutorial nel quale vengono spiegati i comandi base. Sia le sfide che l’esplorazione dei pianeti inizia con lo scegliere la latitudine e la longitudine dell’atterraggio. Fate attenzione poiché in base alla scelta, cambierà la conformazione del terreno. Una piccola animazione mostrerà la navicella che atterra perfettamente al suolo.

Impariamo a costruire

Il tutorial inizia con questa semplice animazione di atterraggio ed i coloni che scendono dalla navicella. Per prima cosa ci viene spiegato che le cose più importanti da costruire sono i pannelli solari, il produttore di ossigeno e l’estrattore dell’acqua. Una volta costruite queste tre cose basilari, senza cui nessuno può sopravvivere, veniamo indirizzati alla produzione di materiali e sostentamento.

Una cosa chiara fin da subito nel gioco è che nulla è lasciato al caso: infatti, in Planetbase, tutto è molto simile alla realtà! un esempio è il bisogno dei coloni di mangiare, dormire e bere. Durante il tutorial saremo guidati nella costruzione dei collegamenti tra gli edifici, perché quest’ultimi sono fondamentali per trasferire ossigeno, acqua ed energia. Altra nota rilevante è la costruzione di alcuni oggetti all’interno di edifici, ad esempio distributori dell’acqua, letti e tanto altro utile alla sopravvivenza.

Un difetto che possiamo notare è la troppa semplicità del tutorial che, tra le altre cose, non insegna tutto ciò che è necessario. Le condizioni atmosferiche ad esempio sono sempre ottimali e non possiamo testare la notte. Possiamo dire che il tutorial è ben fatto, ma non è completo quindi il giocatore non può capire effettivamente come giocare bene, se non procedendo per tentativi.

Piano Piano

Se sperate di finire il tutorial e iniziare a giocare tranquillamente, mi dispiace deludervi, ma non sarà così. Al fine di imparare effettivamente il funzionamento di Planetbase, dovrete fare moltissime prove prima di trovare una squadra e capire come procedere al meglio. Un primo intoppo lo troverete nella produzione di materiali e per  riuscire a  mantenere in tutte le costruzioni l’energia elettrica. Fidatevi, per uno che non è esperto di questo tipo di giochi è una sfida non facile!

Altra difficoltà è la suddivisione dei coloni che sono specializzati in un determinato ruolo; e in alcune attività è necessario un colone specializzato. Un esempio sono i medici che non possono costruire o fare altro, oppure gli ingegneri che non possono curare le piante per produrre materiali e cibo. In questo titolo per poter costruire un qualsiasi edificio, i materiali da utilizzare sono il metalli e la bio-plastica.

E i Pianeti?

Come detto sopra in Planetbase ci sono ben quattro pianeti diversi, con diverse condizioni climatiche  e difficoltà crescenti. Le difficoltà sono: accessible, challenging, overwhelming, suicide. Per poter sbloccare i pianeti successivi bisognerà completare un certo numero di obiettivi, chiamati “pietre miliari”, che ci vengono indicati nel menù principale durante la partita.

Madruga Works ha sviluppato un gioco completo nel gameplay sotto ogni punto di vista. Nel primo pianeta, simile a Marte, infatti,  verremo spesso investiti da tempeste di sabbia o dalla caduta di meteoriti. Ognuno di questi eventi climatici avrà una diversa conseguenza; come i fulmini danneggiano gravemente le strutture, che di conseguenza avranno bisogno di costante manutenzione. Ad aiutarci ci saranno anche dei piccoli robottini al di fuori dei coloni, ma questi come le strutture e i macchinari, avranno bisogno di riparazioni, altrimenti smetteranno di funzionare.

In Planetbase ci verrà data la possibilità di far arrivare dei visitatori oppure delle navicelle commerciali, oltre ovviamente ad altri coloni per aumentare la popolazione del pianeta. Purtroppo, durante la partita, quando si seleziona un edificio come importante dal punto di vista dello sviluppo o della costruzione, i coloni non sempre eseguiranno il comando prioritario e quindi faranno tutt’altro rispetto a quanto abbiamo chiesto loro.

Che rumore fa lo spazio?

Nessuno, o quasi niente. Le musiche all’interno del gioco sono inesistenti fatta eccezione per il menù iniziale. In compenso abbiamo diversi suoni in base a ciò che accade. Un esempio vi è con la costruzione di un edificio, durante la quale si sente il rumore del saldatore all’opera.

La grafica invece è molto minimale e lo si nota partendo dai coloni rappresentati da semplici piccoli omini poco definiti. Gli effetti grafici non rendono molto bene l’evento accaduto, come l’esplosione di un meteorite. La velocità di gioco può essere inoltre portata ad un massimo di 4x. In alto, sia a destra che a sinistra troveremo due menù per tenere tutto sotto controllo; a sinistra abbiamo il contatore dei coloni dei robottini e il meteo, mentre a destra abbiamo un riassunto di tutti i materiali a nostra disposizione sia in termini di cibo che di oggetti di produzione. Le texture rispettano più o meno gli standard di altri giochi. Mentre gli fps calano leggermente durante gli eventi atmosferici.