Vi siene mai chiesti quali sono gli algoritmi che permettono ad una piattaforma social, come ad esempio Facebook, di inquadrare le preferenze dell’utente e creare pubblicità mirate?

Nell’era dei mass media siamo tutti bombardati da comunicazioni persuasive in diversi contesti: i governi, le società ed i partiti politici lo fanno per incoraggiarci a mangiare sano, acquistare determinati prodotti o votare questo o quel candidato. Alcuni studiosi dell’Università di Princeton hanno pubblicato un articolo, Psychological targeting as an effective approach to digital mass persuasion, in cui discutono i risultati di tre diversi esperimenti fatti su oltre 3,5 milioni di individui.

Le comunicazioni persuasive sono molto più efficaci quando vengono adattate alle caratteristiche psicologiche degli individui.

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La novità è un’altra, e riguarda il modo in cui vengono raccolte le informazioni. Non più questionari di preferenza come in passato, facilmente influenzati da diversi fattori, ma con le tracce lasciate sui social. I like su facebook ed i twitter, analizzati, riescono a delineare i tratti dell’individuo e permettono una comunicazione mirata sulle sue preferenze. Ad esempio la vostra personalità è diversa se mettete un like alla pagina di Lady Gaga o a quella di Star Trek.

Basta un solo like per creare una pubblicità mirata efficace

Nei tre studi effettuati sono state create pubblicità mirate sulla base delle informazioni ottenute con un solo like. Il risultato è stato un incremento del 40% di clic e del 50% di acquisti rispetto al campione con pubblicità non mirate. I risultati sono sconcertanti, pensate cosa si potrebbe fare con le informazioni complete di un profilo Facebook. E pensate a quanto potrebbero fare a livello politico per convincere a votare uno specifico candidato. Sui social ci sentiamo liberi, riusciamo ad essere noi stessi, per cui il modo in cui ci comportiamo rispecchia ciò che realmente siamo. Questo fa sì che analisi mirate dei dati riescano con facilità ad inquadrarci in una specifica tipologia di consumatore, anticipando i nostri desideri ed influenzando le scelte.

La privacy diventerà un miraggio?

Le implicazioni di questo studio appaiono subito drammatiche, poichè avere queste informazioni potrebbe violare pesantemente la privacy degli utenti. Inoltre le decisioni sarebbero in mano a chi riesce ad influenzare meglio l’utente medio, a vendere il proprio prodotto ed a farsi votare.

Già una cosa simile potrebbe essere successa. Il garante per la privacy del Regno Unito, infatti, sta esaminando la possibilità che il voto sulla Brexit sia stato influenzato dai media attraverso informazioni mirate nelle settimane precedenti al voto. Se così fosse (il risultato verrà pubblicato entro la fine dell’anno) sarebbe il primo caso eclatante di voto politico influenzato dalla rete.