Startup come Satispay e Tinaba, grandi gruppi bancari e tecnologici: i sistemi digitali che permettono di trasferire denaro in modo semplice e veloce si moltiplicano. Anche per acquistare servizi quotidiani

Nel 2017 i pagamenti digitali hanno guadagnato spazio. Da tempo ormai banche e circuiti finanziari permettono di pagare attraverso un’app. La novità di questi mesi è la crescita di quei servizi, alternativi o paralleli al settore bancario, che si concentrano sulle piccole transazioni. Non più solo bonifici e trasferimenti massicci ma pagamenti quotidiani, dalla benzina al biglietto del treno.

Satispay sale a bordo

La startup italiana che più si è messa in luce quest’anno è Satispay. La sua app (è collegata al conto corrente dell’utente ma non richiede carta di credito) permette di pagare con lo smartphone in pochi “tap”, senza limiti minimi di importo. Il 2017 è stato un anno di importanti riconoscimenti. Il più importante è arrivato dagli investitori: la società ha raccolto 18,3 milioni di euro. Benzina per crescere, assieme agli accordi con alcuni grandi gruppi: Satispay ha siglato partnership che consentono di pagare con l’app alle casse della Coop e dell’Esselunga. E, a ottobre, è salita anche a bordo di Trenord, l’operatore ferroviario della regione Lombardia: biglietti e abbonamenti possono essere acquistati con l’app per venire incontro a viaggiatori sempre più digitalizzati. Per finire, H2 Ventures e Kpmg hanno incluso la startup guidata da Alberto Dalmasso nella lista delle cento innovatrici globali del settore fintech.

Tinaba, rifornimento via smartphone

Un’altra app di cui si è sentito parlare sempre di più negli ultimi mesi, anche grazie a una campagna pubblicitaria spuntata in tv, è Tinaba. Permette di pagare e trasferire denaro a costo zero. A ottobre, ha chiuso un accordo con IP; in 200 distributori (che però dovrebbero raddoppiare entro fine anno) si deve scendere dall’auto solo per inserire l’erogatore. Dopo aver attivato il bluetooth, si può invece scegliere l’importo, selezionare il distributore, pagare e ottenere la ricevuta stando seduti nell’abitacolo, usando solo lo smartphone senza commissioni aggiuntive. Secondo Elena Lavezzi, co-ceo di Tinaba, l’app dovrebbe “ridurre i tempi di attesa in coda e gli eventuali disagi legati alla mancanza di contante”.

Jiffy, l’app delle banche

Anche le banche hanno costruito una propria app. Si chiama Jiffy ed è un servizio che aggrega diversi istituti. Per usarlo serve un conto corrente, cui collegare il proprio “portafogli digitale”. Jiffy facilita il trasferimento tra privati: per inviare denaro basterà inserire il numero di telefono del destinatario (a patto che anche il destinatario sia iscritto a Jiffy). Come fare un bonifico via telefono, ma in tempi molto più stretti. Dalla sua ha una base già costruita: i clienti di 21 banche italiane.

Apple contro Google

I servizi che permettono di pagare con lo smartphone coinvolgono anche i due più importanti sistemi operativi mobile, cioè iOS e Android. Il primo è già arrivato in Italia con Apple Pay: si appoggia alle carte di credito delle banche con cui ha stretto accordi e permette di fare acquisti. Sia online che nei punti vendita fisici, grazie alla tecnologia Nfc, che consente di pagare avvicinando lo smartphone al Pos, come se il dispositivo fosse una carta di credito. Non ancora approdato nel nostro Paese (ma atteso a breve) è Android Pay, un sistema simile che però si appoggia al sistema operativo di Google.