Il 3 dicembre del 1994 Sony presenta la sua prima console. Figlia di un’aspra battaglia con Nintendo, avrà un successo enorme e rivoluzionerà il mondo dei videogiochi

La PlayStation si avvicina al quarto di secolo: il 3 dicembre 1994, Sony lanciava in Giappone la console che avrebbe rivoluzionato il mondo dei videogiochi. Nord America ed Europa avrebbero dovuto aspettare quasi un anno: la PlayStation oltrepasserà i confini del Paese di casa soltanto nel settembre 1995.

L’ingresso nel mercato dei videogiochi

La PlayStation è la console dei record. E pensare che la sua nascita è dovuta a una catena di eventi, in parte fortuiti, e all’impegno di un manager di Sony, Ken Kutaragi, conosciuto proprio come “il padre della PlayStation”. È stato lui a spingere il gruppo giapponese, fino ad allora restio, a entrare nel mercato dei videogiochi. La console è, in un certo senso, anche figlia di Nintendo, società leader del settore alla fine degli anni ’80. Per la sua console di punta, il Super Nintendo (allora concepito per funzionare con le sue classiche “cartucce”) Nintendo sta cercando una società che possa costruire un lettore per un altro supporto: il cd-rom. Siamo agli albori di questa tecnologia, tanto che solo due aziende erano in grado di fornire il prodotto: Philips e Sony. Nintendo sceglie, come tradizione giapponese voleva, la compatriota. Inizia a svilupparsi il progetto “Play Station” (con lo spazio tra le due parole): si tratta, in sostanza, di un Super Nintendo in grado di leggere sia le cassette che i cd. Ma qualcosa, dopo quasi tre anni di lavoro, va storto.

La rottura con Nintendo

All’inizio di giugno del 1991, tutto sembra pronto per il lancio. Sony si presenta al Consumer Electronics Show di Chicago e annuncia il prossimo arrivo della console che la lega a Nintendo. Peccato che, 24 ore dopo, sullo stesso palco, venga smentita: senza alcun preavviso, i vertici del gruppo tornano sui propri passi e annunciano di aver scelto Philips. La decisione, a quanto pare, sarebbe legata a una ripartizione dei diritti sulle vendite dei videogiochi in formato cd, troppo sbilanciata a favore di Sony. È una scelta senza precedenti, anche perché un’azienda giapponese opta per una estera (olandese) a scapito di una domestica. Sony, tradita, ha due strade a disposizione: abbandonare il settore dei videogiochi o farsi una propria console. Sceglie, anche grazie alla spinta di Kutaragi e non senza battaglie interne, la seconda opzione. Nasce il progetto “PlayStation”, questa volta senza spazio nel mezzo.

Come nasce la PlayStation

Inizialmente, la PlayStation sarebbe dovuta essere qualcosa di molto simile alla console progettata da Nintendo: videogiochi in cd ma compatibilità anche con le cartucce. Le due litiganti, infatti, poco dopo la rottura, arrivano a un accordo: Sony avrebbe potuto utilizzare i giochi Nintendo e Nintendo avrebbe continuato a usare un chip audio Sony fondamentale per le sue console. All’inizio degli anni ’90, però, la tecnologia sta cambiando rapidamente. Sony si rende conto che le cartucce del concorrente stanno diventando antiquate. Decide di scartarle, puntando tutto sul cd. È la scelta vincente, sia per la qualità dei videogiochi sia per la duttilità del formato, con il quale è anche possibile ascoltare musica.