La testimonianza del player

South Park: Scontri Di-retti, il gioco ambientato nella New York americana, è ormai conosciuto da tutti noi, ma forse ciò che non conosciamo riguarda le impressioni che esso suscita. L’arco narrativo è uno degli elementi positivi del gioco, unitamente alla serie di enigmi da risolvere e alle molteplici possibilità di personalizzazione del personaggio.

Ma cosa appassiona più di ogni altra cosa il player? È Valerio Cricchio ha rispondere a questo nostro interrogativo e ad esternarci quelle che sono le sue impressioni, a questo punto della storia. La prima cosa che coinvolge il giocatore che si affaccia per la prima volta in questa esperienza è il divertimento. Si! Le scene, le interazioni tra i personaggi, le ambientazioni sono connotate da quell’ironia, a volte anche incisiva, della serie animata South Park. Il gameplay non è complesso, anzi! Non è difficile neanche sfidare nemici che appaiono abbastanza forti. Il battle system è semplice e intuitivo; non richiede una certa esperienza di gioco.

La storia appare folle: vediamo bambini che ad un tratto diventano dei supereroi e introiettano in un mondo che è fantastico. Poi si viene ricatapultati nella realtà e sembra che ciò che si è vissuto fino a quel momento, in realtà forse non lo si è vissuto. Forse è proprio questo che coinvolge e tiene ben stretto il giocatore, nonostante la semplicità di fondo della storia, basata sul ritrovamento di un gatto.

Ma lasciamo la parola, come sempre, alle immagini di gameplay: