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Days Gone: una delle sorprese Sony più intriganti e, al tempo stesso, discusse dello scorso E3.

Days Gone è stato, senza ombra di dubbio, uno sparatutto in terza persona davvero entusiasmante. Caratterizzato tanto dalla presenza di una trama profonda quanto da elementi survival. Il tutto racchiuso da un’ambientazione distopica, dilaniata da un’epidemia che ha trasformato gran parte della popolazione in zombie, chiamati “Freaker” nel titolo.

Tutte queste similitudini, sia con riguardo all’ambiente di gioco che al genere, hanno fatto credere che Days Gone fosse la brutta copia di The Last of Us. Per questo è stato criticato ancora prima di poter mostrare le proprie caratteristiche.

In realtà, se osservata bene, l’inedita produzione di Bend Studio è parecchio distante dal capolavoro di Naughty Dog. Basti pensare al solo gameplay, decisamente più dinamico e frenetico rispetto a quello presente nelle avventure di Joel ed Ellie.

Vita da biker. Un elemento molto interessante del titolo potrebbe rivelarsi proprio la possibilità di muoversi con una moto, la quale potrebbe rendere particolarmente avvincenti gli scontri con gli zombie, o magari gli stessi spostamenti da una parte all’altra della mappa.

Sarebbe intrigante poter uccidere orde di Freaker, o magari umani stessi, in splendidi inseguimenti, imbracciando un fucile a cavallo di una fiammante motocicletta. Wow! Siamo già carichi di adrenalina!

Osservando attentamente quanto mostrato finora, è impossibile non notare la presenza quasi smodata dei Freaker. Questi, oltre ad apparire particolarmente intelligenti, formeranno delle vere e proprie orde di zombie famelici, pronti a divorare il protagonista.

Continuità o distacco?

Questo è sembrato, a conti fatti, il vero punto di rottura con tutte le altre produzioni a tema “mangiacarne”. Raramente, soprattutto in un gioco del genere, si erano visti più di 300 zombie contemporaneamente su schermo. E ucciderli utilizzando tutto ciò che si ha a disposizione, non è impresa di poco conto.

Sotto questo punto di vista, abbiamo notato la presenza di un sistema di crafting molto interessante. Deacon, ad esempio, può rovistare all’interno di un veicolo, ovvero ottenere componenti fondamentali non solo per creare oggetti utili in battaglia, ma anche per silenziare la propria pistola.

In più, elemento assolutamente da non sottovalutare, l’interazione con l’ambiente è davvero significativa. C’è la possibilità di far esplodere barili, chiudere passaggi, distruggere mura. Aspetto ancora più succulento, è la possibilità di agire con astuzia, conducendo i redivivi su passaggi di legno poco resistenti e farli precipitare a causa dell’eccessivo peso.

Insomma, sembra proprio che la strategia sia fondamentale! E questo soprattutto se le numerose armi a disposizione del protagonista non dovessero essere sufficienti a tenere a bada l’immenso numero di zombie affamati.

Oltre alla pistola, Deacon avrà a disposizione anche un fucile d’assalto, con una quantità di colpi gigantesca (oltre 500). Ciò dimostra come le similitudini con The Last of Us si limitano al contesto di gioco. Le molotov, craftabili, sono, invece, perfette per carbonizzare gli avversari soprattutto quando presenti in folti gruppi. A questo kit si aggiungeranno le armi di fortuna trovate in giro, quali coltelli e accette, indispensabili a distanze molto ravvicinate.

Un mondo aperto

Il titolo sarà un open world caratterizzato da spazi aperti e, quindi, assolutamente non lineare. Tutto ciò potrebbe dare spazio a scenari particolarmente succulenti, con missioni dedicate, magari, alla distruzione di zone con un’elevata presenza di zombie, o alla raccolta di provviste o alla protezione degli avamposti alleati. Chiaramente, muovendoci sempre in sella alla nostra fidata moto.

Infine, interessante sarà scoprire la trama della produzione, e comprendere meglio i legami e i trascorsi del nostro protagonista, dilaniato da atroci sofferenze legate soprattutto al suo passato.

Lui ci viene presentato come un motociclista cacciatore di taglie, un tempo felice per la sua vita con la propria ragazza e per i momenti passati con lei in moto, baciati dal sole e con il vento ad accarezzare i loro volti. Ora è invece costretto alla sopravvivenza solitaria, in un mondo ormai corroso dal virus e prossimo all’estinzione.

Insomma, i presupposti per una narrazione profonda, caratterizzata da personaggi carismatici, colpi di scena e adrenalina ci sono tutti. Certo, il contesto scelto presenta anche moltissime insidie. Non da ultima, la mancanza di originalità e il senso di già visto che permea produzioni di questa tipologia.

Staremo a vedere cosa Bend Studio riuscirà a realizzare! Speriamo che riesca a sfatare con i fatti l’alone di diffidenza che avvolge la produzione.

Nonostante le similitudini con The Last of Us siano molteplici, Days Gone riesce a brillare di luce propria grazie a feature uniche che riescono tanto a elevare la produzione quanto a renderla unica.