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Per migliorare l’assistente virtuale Siri e per recuperare un po’ del terreno perso nei confronti di Amazon, Google e Microsoft, Apple intende sfruttare un chip specifico. Questo sarebbe progettato per adempiere alle funzionalità legate all’intelligenza artificiale e alla realtà. Lo ha riportato Bloomberg, secondo le cui fonti anonime l’azienda di Cupertino potrebbe aver deciso di affidarsi a un co-processore interno – come quel “M” che assiste il processore principale per registrare i dati dell’attività fisica – anziché al cloud.

Tramite questo co-processore, che potrebbe chiamarsi Apple Neural Engine, le operazioni legate all’intelligenza artificiale, come la previsione delle parole della tastiera o il riconoscimento facciale nelle fotografie, potrebbero essere rilegate a questo co-processore, anziché essere gestite dal processore principale. Ciò potrebbe alleggerire il carico sull’autonomia e rendere iPhone e iPad più performanti, secondo le indiscrezioni. Al momento non è chiaro se questo co-processore possa essere già pronto per quest’anno; difficile e più probabilmente ne sentiremo parlare nelle future generazioni dei dispositivi Apple.

Stando a quanto riportato, la casa di Cupertino intende permettere agli sviluppatori di terze parti
di avere accesso a questo co-processore. Così facendo,
 anche loro possono trasferire le operazioni
legate all’intelligenza artificiale o alla realtà aumentata a questo chip.

Apple segue così la falsa riga di Google, Qualcomm e Nvidia, che hanno proposto processori o moduli specificamente dedicati alle operazioni di intelligenza artificiale. Al recente Google I/O, Big G ha annunciato la nuova versione del suo Tensor Processing Unit, chiamata Cloud TPU. Questo è un potente processore su cui si basano il riconoscimento delle immagini e i risultati di ricerca. Anziché venderlo ai suoi clienti, Google permette loro di “affittarne” le prestazioni attraverso il suo business cloud. Qualcomm ha invece integrato moduli specifici all’interno dello Snapdragon 835, mentre Nvidia offre alle aziende la scheda grafica Tesla V100 da 120 teraflops di potenza.

Intelligenza artificiale e realtà aumentata sono due dei campi che l’amministrazione di Apple intende approfondire per espandere il proprio business. Negli scorsi mesi, la società ha mostrato l’apertura verso l’IA. Ha pubblicato il suo primo paper di ricerca e si è unita alla fondazione Partnership on AI, a cui partecipano anche Tesla, Microsoft, Facebook, IBM e Amazon per sciogliere i dubbi e condividere i risultati in questo campo. Ma ancora è poco per recuperare il terreno perduto. In particolare, ci sarà sempre un campo in cui Apple sarà indietro, specialmente rispetto a Google: quello dei dati. Con Android, il motore di ricerca, Gmail, Google Drive e i tanti suoi servizi, la società di Mountain View ha accesso a una quantità di dati enorme, che raccoglie da anni e che dà in pasto al suo algoritmo di apprendimento automatico. Più dati significano miglioramenti più rapidi e quindi un’intelligenza artificiale superiore.

Qualche novità in merito potrebbe arrivare durante la Worldwide Developers Conference (WWDC) 2017…

…l’evento dedicato al software e allo sviluppo che si terrà dal 5 al 9 giugno. All’evento potrebbe essere presentato anche qualche nuovo prodotto hardware, come iPad Pro 10.5 e Siri Speaker o la nuova generazione di MacBook e MacBook Air. Grandi protagonista saranno comunque iOS 11 e macOS 10.13.