Oggi partiamo con il porvi una domanda…
Quanti di voi in passato, hanno sognato di diventare un volto noto dello spettacolo?
Magari un attore o un’attrice di fama mondiale per evadere dalla routine quotidiana e vivere le vite di personaggi molto distanti dalla nostra realtà.

Ma sarà davvero tutto oro quello che luccica?

Vite spezzate dal peso della fama, vizi ed eccessi che hanno la meglio sulla razionalità, timori e paure spesso causati dall’ansia di non farcela.

Quanti attori e attrici si sono tolti la vita a causa dei motivi sopra citati?

Moltissimi.

Spesso e volentieri i media ci mostrano vite all’insegna del divertimento. I nostri idoli ritratti in foto nelle quali ostentano un falso sorriso.

A volte però dietro quei sorrisi si cela un malessere nascosto che porta l’individuo che ne è affetto lentamente all’autodistruzione.

Attacchi di panico e di ansia, paure, timori e depressioni sono i compagni di molti volti noti che hanno decido di cedere lasciandosi assuefare da quale desiderio di morte.

Robin Williams, uno degli attori più amati dagli spettatori, è uno di questi.
Attore, sceneggiatore e regista statunitense, Williams ha conquistato grandi e piccini con la sua splendida interpretazione di Hunter Adams nel film del 1998 “Patch Adams”.

“ll giovane Patch Adams, dopo diversi tentativi di suicidio, viene ricoverato in un ospedale psichiatrico in cui il disinteresse nei confronti dei pazienti regna sovrano. La situazione non sarà diversa alla Facoltà di Medicina a cui si iscrive. Il preside Walcott è un individuo decisamente cinico. Patch non sopporta tutto questo e, quando potrà occuparsi in prima persona di un ospedale, ribalterà la prospettiva. Travestimenti da clown, terapia del buonumore, attenzione vera nei confronti dei pazienti divengono la pratica quotidiana. Robin Williams gigioneggia senza freni in un film che si ispira alla realtà ma che non dimentica gli stereotipi.”

L’attore, durante alcune fasi della propria, ammise di far uso di cocaina e di soffrire di soventi sbalzi d’umore e disturbi bipolari.
Nel Novembre del 2014 Robin Williams venne trovato privo di vita nella sua casa di Paradise Cay.

Qualche giorno dopo la morte venne reso noto il risultato dell’autopsia.

L’attore soffriva di una patologia chiamata Demenza da Corpi di Lewi che potrebbero aver spinto Williams a togliersi la vita.
La malattia infatti si manifesta con frequenti allucinazioni visive e sintomi simili alla sindrome di Parkinson.

La moglie dell’attore ha dichiarato dopo il decesso che il marito, durante l’ultimo anno, soffriva di tremori alla mano sinistra, perdita di memoria, insonnia, attacchi di panico, allucinazioni, paranoia e problemi di stomaco.

Dichiarò inoltre che quel giorno era lucido e sereno il giorno della sua morte e che con tutta probabilità aveva deciso spontaneamente di togliersi la vita.
«Se fosse stato fortunato Robin avrebbe avuto forse altri tre anni di vita. Ma sarebbero stati anni duri e con una buona probabilità sarebbe stato rinchiusoRobin era consapevole del fatto che stesse impazzendo e che non potesse farci niente, era del tutto lucido e sobrio quando è morto».
L’attore si tolse la vita impiccandosi con una cintura fissata alla maniglia della sua camera da letto.
Altro giovane che decise di abbracciare la morte a soli 32 anni è Jonathan Brandis.
Molti lo ricorderanno come il Bastian de “La storia infinita 2” , il giovane ragazzino amante dei libri che viene catapultato in un mondo parallelo abitato da creature fantastiche.

“Bastian, un bambino introverso e pauroso, orfano di madre ed incompreso dal padre, Barney, desideroso di avere consigli per diventare più coraggioso, si reca nella libreria del sig. Koreander: qui sente la voce, fuoriuscita dal volume “La Storia Infinita”, dell’infanta Imperatrice che chiede il suo aiuto per salvare il regno di Fantasia, in grave pericolo di venir distrutto dal nulla.

Rimessosi a leggere, e rientrato nella vicenda, il bambino si ritrova al collo il potente amuleto Auryn, e giunge alla Città d’Argento, dove apprende che la piccola Imperatrice è prigioniera nella Torre d’Avorio, mentre nel nero castello delle Cinque Dita regna la perfida e bellissima Xayide, regina del Nulla, prossima ad impadronirsi di Fantasia, e a distruggere così i sogni e la fantasia del genere umano. Xayide si serve di mostruosi giganti per combattere, ed è aiutata dallo scienziato Trefacce e dall’uccello Rapidino.

Quest’ultimo, fingendosi amico di Bastian, lo spinge a formulare molti desideri, subito esauditi da Auryn, ma gli nasconde che per ogni desiderio esaudito, egli perde un ricordo, e perciò rischia di dimenticare anche il motivo per cui è venuto a Fantasia. Intanto Bastian ha ritrovato i suoi alleati: il prode giovinetto guerriero Atreyu e il buon drago volante Falkor. Xayide, visti sconfitti da loro i suoi giganti, si finge amica dei due ragazzi, e disposta a guidarli dall’imperatrice. Atreyu diffida, ma Bastian si lascia convincere dall’ammaliatrice che Atreyu lo tradisca e si batte contro di lui.”

Jonathan Brandis nell’ultimo periodo della sua breve vita soffriva di attacchi di depressione.
Qualche giorno prima della sua morte si recò a far visita ai genitori e rimase con loro per quattro giorni. Durante il soggiorno i due notarono che il figlio era col morale a terra ma, nonostante le continue domande, non riuscirono a capire cosa turbasse l’attore.

Una sera l’attore uscì a cena con alcuni amici invitandoli successivamente a casa sua per stare un pò in compagnia.

Il giovane, quella sera, lasciò improvvisamente gli amici nella stanza così, dopo circa un quarto d’ora, uno di loro andò a cercarlo.

Lo scenario che l’amico si trova davanti agli occhio è raccapricciante. Trova Jonathan nel corridoio al secondo piano, privo di sensi e con una corda di nylon al collo.

Il ragazzo taglia immediatamente la corda e chiama subito i soccorsi che non tardano ad arrivare.

Brandis morirà dopo qualche ora, il 13 Novembre del 2003 a soli 32 anni, a causa della lacerazione alla gola provocata dalla corda in nylon.

Le motivazioni che portarono l’attore al compiere il folle gesto non sono ancora del tutto chiare, alcuni amici hanno dichiarato che Brandis fosse depresso a causa della sua carriera non del tutto decollata, affermando inoltre che l’attore avrebbe detto più volte che avrebbe potuto suicidarsi.

I genitori al contrario hanno sempre sostenuto che il ragazzo non soffrisse di alcun problema in particolare ne facesse uso di droghe, medicinali o alcolici.

Molte le supposizioni ma nessuna certezza sulla morte di Jonathan Brandis, una cosa è certa però, il giovane ragazzino de “La Storia Infinita 2” rimarrà sempre nei nostri cuori.

 E ancora, tra gli attori morti suicidi, troviamo il famosissimo David Carradine il Bill del noto film “Kill Bill” e “Kill Bill 2”.

“La gang di Bill, un boss della mala, fa irruzione nella chiesa dove si sta celebrando il matrimonio della spietata killer Black Mamba, che aspetta un bambino ed è decisa a ritirarsi dalla professione. Il bilancio dell’agguato è di quattro vittime, con la sposa – colpita alla testa da una pallottola – agonizzante ai piedi dell’altare. Uscita dal coma dopo cinque anni, Black Mamba diventa semplicemente “la Sposa” ed è disposta a tutto pur di vendicarsi. Indossata la mitica tuta gialla di Bruce Lee e armata di katana, si mette alla ricerca di Bill e dei suoi sicari, tre donne e un uomo che si fanno chiamare “Deadly Viper Assassination Squad”…”

Le cause della morte dell’attore non sono ancora del tutto note.

Carradine fu trovato morto nella sua camera d’albergo a Bangkok a seguito di impiccagione, nei giorni che seguirono le riprese del suo ultimo film

Gli amici e i colleghi da subito hanno pensato che l’attore avesse potuto commettere il folle gesto a causa di un tumore insorto qualche tempo prime e della vecchiaia mai accettata da Carradine.

Le telecamere a circuito chiuso hanno però evidenziato che, al momento del decesso l’attore fu trovato nudo con i genitali legati ad una corda. Dalle telecamere si intravede anche una persona entrare nella camera di Carradine.

Le indagine della polizia di Bangkok riveleranno poi che la morte dell’attore fu insorta per asfissia autoerotica, ma la famiglia di Carradine, non accettando ne l’ipotesi del suicidio ne quella del gioco autoerotico ha ingaggiato l’FBI per scoprire la verità sulla morte dell’uomo.

Carradine muore il 4 Giugno 2009 a Bangkok all’età di 73 anni.

E continuiamo con un altro giovanissimo attore che ha deciso di porre fine alla propria vita troppo presto.
Lui è Sawyer Sweeten il gemellino Geoffrey Barone della sitcom “Tutti amano Raymond”.

 “Raymond ha tutto dalla vita: casa lavoro e famiglia.E anche un fratello e dei genitori sempre in mezzo ai piedi.Serie tv molto comica, con espisodi autoconclusivi.Vedremo Ray assumere una nuova cameriera,lotte fra suoceri,anelli di fidanzamento e segreti di famiglia.”

Il ragazzo si tolse la vita in occasione di una visita in famiglia sparandosi un colpo di arma da fuoco alla testa proprio sotto al portico della casa di famiglia. Le motivazioni che hanno spinto il giovane a suicidarsi sono ancora ignote per via del suo carattere allegro e solare.

La sorella Madylin ha però postato su Facebook uno status nel quale invitava tutti a non trascurare le persone amate.

Sawyer Sweeten è deceduto il 23 Aprile del 2015 in Texas a soli 19 anni.
E abbiamo anche il bellissimo Brad Bufanda, noto per il ruolo di Felix Toombs in veronica Mars.

“Veronica Mars è una giovane detective ostinata e brillante, la quale decide di indagare sulla misteriosa morte della sua migliore amica e sulle inevitabili e tragiche conseguenze che questo strano avvenimento causa nella piccola città di Neptune. Spesso sostenuta dal padre, anch’esso detective, Veronica bilancia lo studio con le indagini, circondata dagli amici e partner Wallace e Weevil. Nel frattempo, la sua relazione con Duncan è minacciata dalla morte di Lily e dal crescente rapporto di amore-odio con il suo migliore amico Logan, il classico cattivo ragazzo.”

Il giovane attore è stato trovato privo di vita circa un mese fa.

Un senzatetto avrebbe visto il ragazzo saltare dal palazzo ove l’attore abitava, a Los Angeles, e avrebbe immediatamente chiamato le autorità competenti.

A casa dell’attore fu in seguito trovato un biglietto d’addio per i propri cari.

Già da qualche tempo Bufanda postava sui propri profili social foto angoscianti che lo ritraevano pelle ed ossa e status inquietanti.

Brad Bufanda muore il 1 Novembre del 2017 a soli 34 anni.

E un’altro giovanissimo si è tolto la vita solo 4 anni.

E’ Lee Thompson Young conosciuto dai più giovani per aver interpretato il ruolo di protagonista nella serie tv firmata Disney Channel “Il Famosto Jett Jackson”.

“Jett Jackson inizialmente viveva con la madre pubblicista a Los Angeles, ma perse la sua casa ed i suoi amici. Desideroso di una vita relativamente normale, Jett Jackson riesce a ottenere una parte per la produzione dello show Silverstone trasferendosi così a Wilsted, nella Carolina del Nord, offrendo così anche posti di lavoro alla gente del suo paese. Nel frattempo ha anche l’opportunità di vivere con il padre, lo sceriffo Wood Jackson, e la sua bisnonna, Miz Coretta. Nonostante il trasferimento non ha perso i contatti con sua madre Jules e quindi finalmente Jett può trascorre parte del suo tempo con la famiglia, gli amici e la scuola.”

In un primo momento si pensò ad un omicidio, successivamente però fu smentita la notizia e venne confermato il suicidio avvenuto per mezzo di un arma da fuoco.

Data la vasta carriera artistica dell’attore, i media ed il pubblico sono rimasti letteralmente sconvolti dalla notizia, confermata in seguito anche dal suo manager.

Il corpo di Lee Thompson  Young fu ritrovato privo di vita nella sua casa il 19  Agosto del  2013. L’attore aveva solo 29 anni.

Molti sono gli attori che nell’arco della storia si sono suicidati e molti altri quelli che hanno ammesso di aver, almeno una volta nella loro vita, tentato il suicidio.

Alcuni nomi noti sono Wenthworth Miller, Jonathan Rhys, Owen Wilson, Bradley Cooper, Gary Coleman, Halle Barry, Jack Osbourne, Patty Duke, Drew Carey ed Eminem.

Molti altri sono i nomi che potremmo citare ma la lista è davvero molto lunga, la domanda però che ci domandiamo è questa…

Sarà poi vero che soldi e fama portano la felicità?