Sono passati ormai vent’anni dalla prima proiezione del colossal che ha fatto sognare milioni di fans.
E, non ci crederete, ma ancora oggi quegli stessi fans continuano a domandarsi il perché la bella Rose non abbia lasciato un piccolo spazio al nostro Jack Dawson su quella porta che le ha salvato la vita.

Sceneggiatori e registi sono stati accusati di cattiveria dalle numerose ammiratrice dell’allor giovane Di Caprio, eppure questa scelta ha fatto si che il personaggio di Jack sia rimasto nei cuori degli spettatori.

La morte di Jack Dawson in Titanic rimane quindi, a distanza di anni, un punto dolente per tutti i sostenitori del bel Leonardo.

Oggi però James Cameron, il regista di una delle più famose pellicole della storia del cinema, ha deciso di rompere il silenzio dando la sua personale motivazione ai fans.

L’uomo ha difatti rilasciato un intervista alla nota rivista Vanityfair spiegando il perché della morte del personaggio.

«Certo, si è trattato di una scelta artistica: la porta era abbastanza grande da ospitare Kate Winslet, non da reggere il peso di entrambi… Ad ogni modo, il solo fatto che se ne continui a parlare dimostra quanto efficace sia stato Titanic nel rendere Jack accattivante al punto da portare il pubblico a soffrire per la sua morte. Se fosse vissuto, il film sarebbe stato privo di significato. Credo che Titanic parli di morte, di separazione. Jack doveva morire. Fosse stato per il freddo o per la caduta di una ciminiera, poco importa. Sarebbe andato giù. Si chiama arte: le cose accadono per motivi artistici, non per regole fisiche».

Quindi è questa la motivazione che ha spinto gli sceneggiatori a scegliere una triste e crudele fine per il nostro Leonardo Di Caprio.

“Il transatlantico Titanic, considerato un gioiello tecnologico – viene pubblicizzato come ‘inaffondabile’ – è il più lussuoso piroscafo da crociera mai realizzato. Il 10 aprile 1912 salpa dall’Inghilterra con oltre 1500 passeggeri a bordo per il suo viaggio inaugurale. I viaggiatori, come era uso consolidato, sono collocati in tre classi, riflesso delle differenze sociali. Ma il destino porta ad annullare queste differenze tra Rose De Witt Bukater (rappresentante dell’alta borghesia americana, soffocata dal peso dei ruoli e dagli obblighi della società) e Jack Dawson, giovane disegnatore libero e indipendente, passeggero di terza classe.
Rose è promessa sposa a Cal Hockley, erede di grandi fortune, e su questo matrimonio la madre di Rose punta per risollevare le ormai precarie condizioni economiche della famiglia. I contrasti sono forti, a Rose la conoscenza di Jack ha fatto intravedere un nuovo modo di vivere la vita, cui non vuole rinunciare. Nella notte tra il 14 e il 15 aprile, il Titanic entra in collisione con un iceberg e comincia ad imbarcare acqua.
A poco a poco, l’enorme nave si spezza in due tronconi, e i passeggeri, nel panico totale, cercano rifugio sulle scialuppe. Non c’è posto per tutti, e moltissimi muoiono annegati, tra cui Jack. 85 anni dopo, un cacciatore di tesori cerca di ricostruire quegli eventi e, inaspettatamente, può utilizzare la testimonianza di Rose stessa, che alla tv ha assistito alle fasi dei lavori di ricerca.”

Molti gli sfottò che si sono susseguiti nel corso degli anni grazie alla potenza di internet.

E ancor di più le rimostranze nei confronti della bella Kate Winslet tacciata addirittura di essere un’egoista senza cuore.

La giovane attrice ha dovuto sopportare cattive battutine e continue lamentele da parte dei fans di Jack Dawson per aver semplicemente recitato un copione non scritto da lei.

E’ durante lo show televisivo Jimmy Kimmel Show che l’attrice, incalzata dal presentatore, si lascia finalmente andare esprimendo il proprio pensiero:
“Sono d’accordo con il pubblico. Sai, credo proprio che ci fosse spazio anche per Jack su quel pezzo di porta…”

Dopo quella scottante rivelazione, il regista James Cameron, durante un’intervista rilasiata al The Guardian, ha sarcasticamente commentato tutte le teorie dei fans con una semplice  risposta:

“Aspettate un attimo… Vado a chiamare William Shakespeare e gli chiedo come mai Romeo e Giulietta dovevano morire…”

Dubbi amletici, lamentele e proteste per il film che ha reso Leonardo Di Caprio uno degli attori più famosi di tutta la storia del cinema.

Lo stesso attore, a distanza di dieci anni dall’uscita del film, ha ammesso che il successo lo stava portando sulla cattiva strada.